OSSERVAZIONI ANTIFASCISTE TICINO

CONFLITTUALE FINO AL RIDICOLO

Un’interessante articolo sulla manifestazione del 12 febbraio avvenuta a San Gallo contro l’obbligo vaccinale previsto in un disegno di legge del governo.

di Matthias Fässler – Woz.ch – 19 febbraio 2026

Con il pretesto della critica ai vaccini, a San Gallo si sta svolgendo una delle più grandi manifestazioni di estrema destra degli ultimi decenni. La polizia agisce con moderazione, i media minimizzano.

A conclusione della manifestazione di sabato scorso, i membri di Mass-voll e della Junge Tat si schierano dietro lo striscione «Kein Impfzwang» (No all’obbligo vaccinale). Tobias Lingg, volto simbolo dell’organizzazione giovanile di estrema destra più volte sotto accusa, parla al microfono con voce solenne: Si vuole approfittare della manifestazione per commemorare un attivista di Lione assassinato dalla sinistra (cfr. «Una catastrofe per la sinistra francese»). Lingg chiama più volte il nome del francese e la folla risponde «présent» (presente). Il rituale, originariamente antifascista di sinistra, è oggi noto per le marce neofasciste, ad esempio in Italia.

Il motivo della manifestazione, autorizzata in anticipo, è una nuova legge sanitaria del Cantone di San Gallo che intende stabilire una sorta di obbligo vaccinale «per le persone particolarmente esposte», ad esempio nel settore dell’assistenza sanitaria. Diversi Cantoni svizzeri hanno già introdotto norme simili. La manifestazione è stata indetta da Mass-voll, guidato da Nicolas Rimoldi, un movimento apartitico e di destra nato durante la pandemia di coronavirus

Svolta a destra

A San Gallo è evidente che Mass-voll e Junge Tat marciano ormai da tempo all’unisono, con quest’ultima che organizza il corteo e ne detta il ritmo. Si conoscono e si stimano a vicenda, con grandi punti in comune sia a livello personale che ideologico. Nel loro atteggiamento si mostrano sicuri di sé e provocatori fino al ridicolo: Rimoldi e compagni portano con sé alabarde, come se gli Asburgo fossero in agguato nel centro di San Gallo in questo giorno di carnevale.

La copertura mediatica prima, ma anche dopo la manifestazione, rivela come Mass-voll riesca comunque a coltivare l’immagine di cittadini critici, ma in realtà innocui. Diversi media hanno riferito che gruppi di estrema destra si sarebbero uniti a una manifestazione di oppositori dei vaccini.

Ma Mass-voll ha già da tempo preso la strada dell’estrema destra. Da anni il movimento intrattiene contatti con gruppi come il Movimento Identitario in Austria, la Junge Tat in Svizzera e altri attori di estrema destra. Su Telegram chiede apertamente la «remigrazione» e diffonde ideologie cospirazioniste antisemite, ad esempio che i «globalisti» starebbero pianificando un nuovo ordine mondiale. Anche la politica in materia di asilo e migrazione dell’UDC è troppo morbida per loro. Recentemente hanno chiesto la «deportazione» della consigliera comunale di Zurigo Sanija Ameti, cittadina svizzera.

All’appello alla manifestazione di questo sabato rispondono dai 300 ai 400 partecipanti. Tra questi, non sorprende, ci sono anche circa 25 membri della Junge Tat. A questi si aggiungono attivisti della filiale svizzera del gruppo Némésis, un collettivo identitario francese di donne, e di un’organizzazione di fondamentalisti cristiani. All’inizio non è chiaro se la manifestazione potrà avere luogo. Nel centro della città si forma una contro-manifestazione: una piccola manifestazione non autorizzata e diversi piccoli gruppi e singoli individui con cartelli di cartone. Il rischio di un’escalation sembra troppo grande per la polizia, che non permette alla manifestazione di Mass-voll di partire. Anche le alabarde, che sono armi affilate, sono uno dei motivi per cui la polizia vuole sciogliere la manifestazione mezz’ora dopo l’inizio del raduno. Annuncia con un megafono che interverrà entro cinque minuti.

Ma poi non impone lo scioglimento. Al contrario, si lascia respingere dagli estremisti di destra e lascia loro libero il passaggio attraverso il centro città. Rimoldi spiegherà in seguito: «Con le nostre alabarde e i nostri scudi da combattimento abbiamo respinto la polizia». E aggiunge: «Per la prima volta in cinque anni, Mass-voll! ha nuovamente sfondato un cordone di polizia». Il corteo illegale attraversa il centro città al grido di «Liberté» e «Schwiiz zuerst!».
Polizia in modalità conciliante

Un evento sorprendente, vista la massiccia presenza della polizia. L’intervento appare scoordinato e indeciso. La sua attenzione sembra concentrarsi sui contro-manifestanti pacifici, che tiene lontani dalla manifestazione con tutte le sue forze. Attraverso controlli di identità, allontanamenti, anche con brutale durezza. La WOZ dispone di un video che mostra come poliziotti in borghese cercano di trascinare a terra due persone, evidentemente appartenenti alla contro-manifestazione, prendendole a calci e colpendole con un manganello.

La GISO riferisce fatti simili: in una dichiarazione scrive che la contro-manifestazione è stata fermata dalla polizia con la forza, senza preavviso e senza tentativi di deescalation. «La sproporzionalità di questa violenza poliziesca è resa ancora più evidente dal fatto che prima non vi erano stati né danni materiali né minacce di violenza da parte dei manifestanti».

Irritante è anche il modo in cui la polizia ha cercato di convincere Mass-voll sulla Kornhausplatz, vicino alla stazione ferroviaria, a accettare un «compromesso» per «fare bella figura sui media», come si sente in un video pubblicato su Facebook. Una polizia in vena di coccole. L’intervento è stato nel complesso positivo, afferma la portavoce Fabienne Schenk su richiesta. Per evitare un’escalation e «ripercussioni su terzi», non si è voluto fermare la manifestazione a tutti i costi. «In linea di principio, però, tutte le persone che hanno partecipato alla manifestazione di Mass-voll si sono rese punibili».

Delimitazione ambivalente

Non solo Mass-voll ha indetto per sabato scorso una manifestazione contro la legge cantonale sulla sanità: a poche centinaia di metri in linea d’aria, sotto lo slogan «meineentscheidung» (la mia decisione), si raduna un altro corteo. Dal palco risuona musica ad alto volume, nell’aria aleggia odore di hashish. Dieci minuti dopo anche questa manifestazione, autorizzata, si mette in moto. In testa al corteo, i Freiheitstrychler scandiscono il ritmo con i loro strumenti. Una donna in fondo al corteo rappa in stile freestyle contro le vaccinazioni. Da qualche parte nel mezzo, qualcuno suona la cornamusa, accompagnato da un tamburo.

Gli organizzatori hanno un atteggiamento ambivalente nei confronti della manifestazione dell’estrema destra: come spiega l’organizzatore della seconda manifestazione su richiesta della WOZ, inizialmente si voleva organizzare entrambe le manifestazioni insieme, ma a condizione che non venissero utilizzati loghi di associazioni o partiti. Mass-voll ha rifiutato. Tuttavia, non si ha alcun problema con l’orientamento di estrema destra dell’organizzazione, «purché la manifestazione riguardi solo le vaccinazioni».

I sociologi Oliver Nachtwey e Carolin Amlinger hanno scritto, all’indomani delle proteste contro il coronavirus, di un autoritarismo libertario che si manifesta nella scena dei critici delle misure. Il libertarismo risiede in una concezione della libertà che va oltre ogni responsabilità sociale e solidarietà, una sorta di iperindividualismo. Il momento autoritario si manifesta nel fatto che questa concezione della libertà sembra assoluta, con conseguenti fantasie di punizione nei confronti dei responsabili delle misure.

Mentre questa diagnosi sembra applicarsi alla seconda manifestazione, che appare anche piuttosto caotica, in Mass-voll e nei gruppi affini l’autoritarismo si manifesta ancora una volta in una forma completamente diversa. Qui non si sogna una completa assenza di regole statali o comunitarie, ma di prendere il potere per poter attuare il proprio programma politico. Il loro attivismo si manifesta in una forma di mascolinità militante che sembra eccitata come dalla cocaina. Dopo la manifestazione, alcuni membri della Junge Tat hanno cercato in modo mirato nel centro della città i contro-manifestanti di sinistra. Mass-voll scrive poi sul proprio canale Telegram: «Noi guidiamo. Noi prendiamo il potere. Abbiamo sconfitto lo Stato e i suoi scagnozzi. La vittoria è NOSTRA».

Anche coloro che vogliono opporsi attivamente all’estrema destra si trovano a dover affrontare questa nuova consapevolezza di sé. L’alleanza «Ostschweiz Nazifrei», che aveva indetto una contro-manifestazione, scrive che è riuscita a creare una «contro-presenza» visibile e a disturbare la marcia. Tuttavia, è allarmante che la manifestazione dei «fascisti nelle nostre strade» sia passata quasi inosservata. Non è certo un caso che i neonazisti cerchino di mobilitarsi nelle regioni periferiche della Svizzera.


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